Risoluzione inviata a:
- Le Nazioni Unite
- Il Parlamento Europeo
- Il Consiglio dEuropa
- Il Consiglio dellUnione Europea
- La Commissione Europea
- I Governi Nazionali in Europa
Dalle partecipanti alla Conferenza Europea "Pari Opportunità per le Donne Anziane
nella Politica e nella Società" 1 e 2 febbraio 2001 a Brussels
Le rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (ONG) e degli istituti di
ricerca che lavorano sulle questioni relative alle donne anziane desiderano sottolineare
che le pari opportunità per le donne di ogni età, nonostante i miglioramenti nella
legislazione già esistente e i progressi fatti rispetto a due o tre decenni fa, non sono
ancora in molti contesti realizzate.
Loro confermano il diritto delle donne di ogni fascia di età ad avere pari
opportunità in termini di partecipazione in ambito politico e sociale, ed il loro diritto
di avere una voce nei processi politici di presa decisione a tutti i livelli. Se fosse era
dato un adeguato riconoscimento alla creatività, allesperienza, e al contributo
delle donne di ogni età nella sfera del pubblico e del privato nel corso del loro ciclo
di vita, i problemi di molte donne anziane, come elencati di seguito, potrebbero essere
evitati o ridotti:
- Svantaggi nelleducazione e nella formazione professionale
: in molti paesi,
lattuale generazione di donne anziane non ha avuto le stesse possibilità di accesso
alleducazione e alla formazione professionale che sono riconosciute agli uomini
della stessa generazione
- Un più alto rischio di esclusione dal mercato del lavoro
: le donne nel corso della
loro vita lavorativa corrono un rischio superiore alla media di diventare disoccupate ed
in diversi paesi Europei rappresentano la categoria che più di ogni altra è costretta ad
un ritiro anticipato dal mondo del lavoro
- Un più alto rischio di povertà
: mentre è poco probabile che uomini anziani e
coppie anziane abbiano un basso reddito, in molti paesi Europei la povertà è diffusa in
particolare fra le donne anziane sole. La ragioni di ciò, tra altre, che le donne hanno
guadagnato meno nel corso della loro vita lavorativa, in secondo luogo hanno interrotto la
loro carriera più spesso, ed infine hanno avuto minore possibilità di accesso a
posizioni qualificate e ben pagate. Il risultato è che queste donne anziane si trovano
più spesso in precarie condizioni di vita e di alloggio
- Un più pesante carico di lavoro
: il ruolo di donna implica oltre al lavoro
retribuito un lavoro addizionale non pagato in famiglia, e questo riguarda in modo
particolare per le donne anziane. Le nonne hanno ancora un ruolo fondamentale nella cura e
nella crescita dei bambini, inoltre le donne nel corso dei loro 50, 60, 70 anni hanno un
importante ruolo nella cura dei familiari, amici e conoscenti. Il rischio è che esse
siano fisicamente, emozionalmente e finanziariamente sfruttati o messe sotto pressione
- Un più alto rischio di essere isolate socialmente: in seguito alla loro
più alta
aspettativa di vita le donne anziane hanno una maggiore probabilità rispetto agli uomini,
di essere isolate negli ultimi anni di vita
- Un più consistente rischio di disturbi cronici di salute e trattamenti inadeguati
:
in molti paesi Europei le donne anziane sono esposte ad un più alto rischio di disturbi
cronici e sono affette da più di una patologia. In certi gruppi di donne anziane è stato
accertato che la malattia in generale non è trattata in maniera altrettanta appropriata,
come nel caso dell'uomo anziano; questo è specialmente vero fra le donne socialmente
svantaggiate
- Problemi di mobilità
: da una parte, a causa della loro maggiore aspettativa di vita
le donne anziane sono più soggette a limitazioni nella possibilità di muoversi, per
problemi di salute e patologie fisiche; dall'altra parte, meno donne anziane rispetto agli
uomini anziani utilizzano un'automobile, e perciò dipendono dai mezzi pubblici
- Meno partecipazione ai processi decisionali, di realizzazione e di rappresentanza dei
loro interessi
: in molti paesi Europei le donne anziane hanno meno esperienza nei
processi di decisione e realizzazione e nel campo della rappresentanza dei loro specifici
interessi; questo è vero anche all'interno delle organizzazioni per anziani dove gli
uomini anziani prendono qualunque decisione, e nelle organizzazioni esclusivamente
femminili che si concentrano principalmente sulle questioni più rilevanti per le donne
più giovani
Di fronte a questa situazione, le rappresentanti delle ONG e degli istituti di ricerca
fanno riferimento a quanto stabilito nel "Piano di azione globale delle Nazioni
Unite" (Pechino 1995), al documento finale dell'assemblea speciale delle Nazioni
Unite "Pechino + 5" (New York, 2000), ed alla risoluzione "Older Women and
Social Exclusion - Issues Themes / Empowerment / Action" (Egmond aan Zee, October
1999).
Considerati i dati delle recenti ricerche sulla situazione delle donne anziane le
rappresentanti delle ONG e degli istituti di ricerca si rivolgono ai destinatari di questa
risoluzione affinché rendano effettive le decisioni esistenti e redigano un programma per
monitorarne la realizzazione. In aggiunta a ciò, le pari opportunità per uomini e donne
devono essere migliorate, sulla base delle rispettive situazioni nei diversi paesi,
attraverso lo sviluppo di programmi di azione significativi ai livelli Nazionale e
Internazionale, ed in particolare attraverso il programma corrente dell'Unione Europea:
- promuovendo la ricerca, sia quantitativa che qualitativa, su tutti gli aspetti rilevanti
che riguardano la situazione delle donne ed in particolare di quelle anziane, affrontando
la questione delle donne anziane e nel corso della vita; questo implica anche il compilare
statistiche ufficiali differenziate sulla base dell'età e del genere, così da avere
informazioni disponibili sull'eterogeneità delle condizioni di vita delle donne anziane e
chiaramente identificare il lavoro non retribuito effettuato principalmente all'interno
della famiglia e nella società come contributo al prodotto interno lordo
- considerando le donne anziane come un target indipendente nei rapporti e nelle altre
pubblicazioni governative, in modo da essere in grado di delineare le misure legali e
politiche in direzione del miglioramento della loro situazione e di quella delle
donne immigrate, delle donne che fanno parte delle minoranze etniche e degli altri gruppi
di donne svantaggiate - ed iniziare a muovere dei passi appropriati in vista della
realizzazione del programma di antidiscriminazione nei confronti dei cittadini anziani
dell'Unione Europea
- aumentando il numero e l'efficacia delle misure già attuate dalle associazioni
attraverso mezzi finanziari e altre forme di supporto; questo riguarda in particolare il
caso delle misure mirate a supportare la partecipazione delle donne anziane ai programmi
di formazione lungo tutto il corso della vita mettendole in grado di avere una parte
attiva nello stabile e sviluppare reti e organizzazioni di auto-aiuto che rinforzino la
capacità delle donne anziane di rappresentare i propri interessi (empowerment)
- aumentando la consapevolezza pubblica riguardo alle questioni delle donne anziane
- garantendo che lapproccio dellintegrazione includa esplicitamente la
prospettiva delle donne anziane e coinvolga le donne anziane stesse nelle iniziative di
politica sociale nazionale, regionali e locale
- stabilendo strutture che promuovano il dialogo a tutti i livelli fra dipartimenti di
governo responsabili per le pari opportunità e per i cittadini anziani, ed in relazione a
ciò prendere in considerazione tutto ciò che ha a che fare con le donne anziane